Secondo una recente revisione della letteratura la pandemia COVID-19 produrrebbe effetti avversi nella popolazione dei più giovani con maggiori sintomi da stress post-traumatico, aumenti dei livelli di ansia e depressione, e Dipendenza da Internet.

Di Giorgia Lauro

covid 19 quali effetti sugli adolescenti con disturbi psichiatrici

Dicembre 2019 è un mese che tutti ricorderemo per molto tempo, ossia il mese in cui nella regione di Wuhan, Cina, si è diffuso il focolaio di una nuova malattia da coronavirus, meglio conosciuta con l'acronimo COVID-19.

Al momento attuale ci troviamo in uno stato pandemico, ossia una situazione in cui il Virus si è diffuso a livello globale (OMS, 2020).

Sono tanti gli articoli e le news che consultiamo quotidianamente, i telegiornali che ci informano sulle novità, gli scenari previsti. Stiamo imparando sempre di più a prendere dimestichezza con numeri, curve, statistiche e dati epidemiologici, ma poco spazio è dedicato all'impatto sulla salute mentale che la pandemia sta producendo per le diverse fasce della popolazione, in particolare quella adolescenziale.

Gli adolescenti, per esempio, rappresentano un gruppo vulnerabile che vive già di per sé, in virtù della particolare fase evolutiva in cui si trovano, un momento di difficile transizione (Larsen e Luna, 2018; Sturman e Moghaddam, 2011).

L'epidemia di COVID-19 ed i conseguenti e ripetuti lockdown possono produrre e hanno prodotto molteplici conseguenze sulla vita degli adolescenti: stress cronico e acuto, preoccupazione per i loro familiari, lutti improvvisi e inaspettati, interruzioni scolastiche, aumento del tempo trascorso su internet ed i social media, preoccupazione per il proprio futuro e così via.

Anche le relazioni sociali si sono bruscamente interrotte. Un periodo come quello adolescenziale caratterizzato prevalentemente dal bisogno di aggregazione è invece stato sostituito da un isolamento domestico non scelto.

Diversi autori, (Asmundson e Taylor, 2020; Li et al., 2020) hanno già documentato l'impatto psicologico prodotto dalla pandemia Covid-19, ma per gli adolescenti con disturbi psichiatrici, il lockdown ha comportato un'interruzione improvvisa o uno slittamento a data da definirsi dell'assistenza.

I ricercatori del presente articolo (Guessoum et al., 2020) si sono quindi chiesti quale sia l'impatto della pandemia COVID-19 sui disturbi psichiatrici degli adolescenti e se questa situazione potrebbe aumentare il rischio di sviluppare o peggiorare i disturbi psichiatrici.

 

Metodo

Per la presente revisione la ricerca del materiale bibliografico è stata condotta su MEDLINE e Google Schoolar e sono state utilizzate le seguenti parole chiave: adolescente, disturbo mentale, disastri, pandemie, covid-19.

A queste sono state aggiunte parole più specifiche basate sulle tematiche riscontrate nei primi articoli come trauma, depressione, violenza domestica e violenza familiare. Sono state inoltre associate altre parole quale “dipendenza da internet”. I ricercatori sono ovviamente consapevoli che attualmente il lockdown così come lo stato pandemico sono ancora presenti.

Essendovi ancora poca letteratura relativa alla salute mentale degli adolescenti durante epidemie o pandemie, i ricercatori hanno incluso articoli che forniscono dati specifici sui disturbi psichiatrici in tempi di pandemie, epidemie e tutto ciò che è correlato al COVID-19, soffermando la loro attenzione sugli adolescenti quando possibile.

Sono stati inclusi anche documenti non direttamente correlati agli adolescenti, ma relativi a situazioni simili a quella attuale, come l'epidemia SARS (Sindrome Respiratoria Acuta Grave) del 2002-2004 ed il loro impatto su adulti e bambini.

 

Pandemia e Lockdown: alcuni risultati

Trauma, ansia e depressione

In tempi di pandemia, così come nei disastri accidentali, vi è un aumento del rischio di Disturbo da stress post-traumatico, Disturbi d'ansia e dell'umore (Douglas et al., 2009).

Due studi condotti in Cina nell'anno corrente hanno coinvolto un campione di 2091 e 285 soggetti adulti nelle settimane successive all'epidemia di COVID-19 a Wuhan e hanno riportato una prevalenza di Disturbo da stress post-traumatico rispettivamente del 4,6% e del 7%, prevalentemente in soggetti di sesso femminile (Liu et al., 2020; Sun et al., 2020).

Un altro studio in cui sono state coinvolte famiglie americane esposte ai virus H1N1 e SARS-CoV ha riportato che nei bambini esposti a misure di contenimento quali quarantena e isolamento era presente nel 30% dei casi Disturbo da stress post-traumatico (Sprang-Silman, 2013).

Negli adolescenti, la presenza di ansia, depressione e stress post-traumatico sono tra i più comuni disturbi psicologici che si verificano in condizioni di questo tipo (Kar, 2019; Kar e Bastia, 2006).

Si stima inoltre che le ragazze abbiano il doppio delle probabilità di soffrire di disturbo da stress post-traumatico (Garza e Jovanovic, 2017; Fan et al., 2015).

La presenza di una psicopatologia di questo tipo in soggetti ancora in via di sviluppo produce un impatto sulla formazione del loro cervello. Si è infatti osservato, che il disturbo da stress post-traumatico nei bambini è associato ad alterazioni nei circuiti fronto-limbici, che possono contribuire ad una maggiore reattività alle minacce e ad una regolazione più debole delle emozioni (Herringa, 2017).

In aggiunta, la sintomatologia post-traumatica nei bambini ha conseguenza neuroanatomiche e neurofunzionali come diminuzione del volume dell'ippocampo, aumento della reattività dell'amigdala e diminuzione della funzionalità dell'amigdala prefrontale con il passare dell'età (ibidem).

Secondo Cao e colleghi (2020), avere un parente o un conoscente positivo al COVID-19 era un fattore di rischio per l'insorgenza della sintomatologia ansiosa in una popolazione di giovani studenti cinesi. In un sondaggio condotto su 8079 adolescenti cinesi di età compresa tra i 12 ed i 18 anni, Zhou e colleghi (2020) hanno riportato un'alta prevalenza di sintomi di depressione (43%), ansia (37%) e depressione e ansia combinate (31%) durante l'epidemia da COVID-19.

Il sesso femminile era il fattore di rischio più elevato per questi sintomi. Gli studi condotti sulla salute mentale durante l'epidemia supportano l'ipotesi di un rischio di disturbi da stress post-traumatico, sintomi depressivi e ansia legati alla pandemia.

 

Il Lockdown

La quarantena produce effetti negativi e potenzialmente prolungati sulla salute psicologica degli individui, inclusi sintomi da stress post-traumatico, rabbia e confusione (Brooks et al., 2020).

Nei bambini e negli adolescenti, i periodi senza scuola sono associati ad una ridotta attività fisica, dieta squilibrata, schemi di sonno irregolari e maggiore quantità di tempo passata davanti a navigare sui dispositivi digitali (Wang et al., 2020).

Esistono interazioni reciproche tra la maturazione del cervello e l'ambiente sociale e l'isolamento può avere un'influenza sull'insorgenza di disturbi psichiatrici durante l'adolescenza (Lamblin et al., 2017).

Gli adolescenti si trovano in questo momento in un periodo di profonda insicurezza in cui la preoccupazione per la salute ed il lavoro dei genitori si alterna all'onnipresente questione della morte, così come alla separazione improvvisa dagli amici e dagli ambienti scolastici.

In un recente studio di Odriozola-Gonzàlez e colleghi (2020) si è osservato che un numero elevato di studenti universitari ha sperimentato punteggi da moderati a estremamente gravi di ansia (21%) e depressione (34%) durante le prime settimane di lockdown.

Il lockdown è vissuto inoltre da alcuni adolescenti come qualcosa di insopportabile. Devono stare chiusi in casa quando normalmente, l'eccessivo ritiro sociale è considerato un sintomo psichiatrico (Lamblin et al., 2017).

Secondo Tomova e colleghi (2020) l'isolamento acuto può innescare la ricerca affannosa di spazi sociali con risposte neuronali simili alla ricerca di cibo quando si ha fame che sono osservabili anche a livello neurofunzionale.

Mentre il comportamento regressivo e sintomi esternalizzanti possono essere osservati nei bambini in tempi di crisi, le manifestazioni di sofferenza psicologica in questo contesto possono essere più discrete negli adolescenti: disturbi del sonno, problemi con i coetanei, isolamento e depressione (Douglas et al., 2009).

 

Suicidio

Nonostante nella letteratura (Chan et al., 2006) sia documentato un aumento dei tassi di suicidi durante le epidemie, non sono stati riscontrati dati di questo tipo in campioni di adolescenti. Indubbiamente eventi stressanti costituiscono un fattore di rischio per il suicidio in questa particolare popolazione clinica (Brent, 1995).

Secondo i risultati preliminari di uno studio condotto negli Stati Uniti, alcune esperienze correlate al COVID-19 come paura di infettarsi e distanziamento sociale si pongono in relazione all'ideazione suicidaria e tentativi di suicidio negli adulti (Ammermant et al., 2020).

Uno studio longitudinale condotto su un campione di circa 5000 adolescenti dopo l'uragano Andrew ha delineato i seguenti fattori come aventi un effetto sull'ideazione suicidaria dopo l'evento traumatico: essere donne, basso status socioeconomico, depressione pre e post-uragano, punteggi elevati di stress, basso sostegno familiare e ideazione suicidaria pre-uragano (Warheit et al., 1996).

 

Violenza familiare e intrafamiliare

Il confinamento forzato scaturito dalle restrizioni messe in atto in diverse parti del mondo può essere un fattore scatenante di violenza intrafamiliare durante la pandemia COVID-19. Il disagio emotivo vissuto dai genitori potrebbe determinare una minore disponibilità per i bambini, con maggiori atteggiamenti punitivi nei confronti degli stessi (Taylor et al., 1997).

Durante l'attuale pandemia, diversi paesi come Francia e Brasile hanno segnalato un aumento dei casi di violenza domestica; i bambini sono più a rischio di abuso o abbandono quando vivono una situazione familiare in cui è presente violenza domestica (Campbell, 2020).

Durante questo periodo, le donne e le ragazze sono più esposte alla violenza di genere, inclusa la violenza sessuale (UNFPA, 2020).

 

Uso dei media digitali

La pandemia COVID-19 si sta verificando in un contesto altamente tecnologico che fornisce accesso ad informazioni in modo semplice e immediato. Durante il lockdown i social media possono assolvere quindi un duplice ruolo.

Da una parte consentono di mantenere rapporti sociali e di comunicazione con i coetanei (O'Keeffe et al., 2011); allo stesso tempo sono associati a risultati negativi.

Keles e colleghi (2020) attraverso una revisione della letteratura hanno notato che il tempo trascorso su internet e l'eccessivo coinvolgimento sulle piattaforme di social media si correlano a maggiori livelli di ansia, depressione e disagio psicologico. L'impossibilità di svolgere le normali attività quotidiane incrementa nei più giovani un utilizzo compulsivo dei dispositivi tecnologici configurando potenziali quadri clinici di dipendenza da internet.

Questa si caratterizza per una preoccupazione, impulso o comportamenti eccessivi di controllo dei dispositivi tecnologici. L'impossibilità di connettersi alla rete in alcuni casi determina angoscia (Shaw e Black, 2008).

Alcune teorizzazioni sulla dipendenza da Internet suggeriscono che questa può essere influenzata da esperienze traumatiche e stressanti (Cerniglia et al., 2017). Nell'attuale stato pandemico gli adolescenti entrano in contatto con una moltitudine di notizie (Oosterhoff e Palmer, 2020), ma non possiedono le stesse capacità degli adulti di operare un'analisi critica di tali informazioni. Pertanto, l'accesso in tempo reale a video, foto, articoli e storie rispetto agli argomenti attuali dovrebbero essere monitorate e discusse con loro dai genitori.

 

Sintomi psichiatrici e lockdown

La capacità di gestire lo stress e l'isolamento forzato determinano un peggioramento dei sintomi in pazienti adolescenti con una storia di psicopatologia (Chevance et al., 2020). Tra i risultati presenti in letteratura per questa popolazione clinica, l'interruzione dell'assistenza psicologica e/o istituzionale si pone come fattore avverso.

In un recente sondaggio condotto da Youngminds (2020) su un campione di 2111 adolescenti con psicopatologia conclamata nel Regno Unito è emerso che circa l'83% dei soggetti concordava sul fatto che la pandemia aveva peggiorato la loro salute mentale, con un 26% che affermava di non essere più in grado di accedere alle strutture di supporto per la salute mentale (fascia di età: 13-25 anni).

Cortese e colleghi (2020) hanno evidenziato che gli adolescenti con Disturbo da Deficit di Attenzione ed Iperattività sperimentano maggiori difficoltà di adattamento alla condizione da lockdown, manifestando maggiori problemi comportamentali.

Anche in soggetti affetti da Disturbi dello spettro autistico, la pandemia, l'interruzione delle cure e l'isolamento determinano potenziali impatti negativi (Sharon, 2020). Le abitudini di vita subendo una drastica interruzione esacerbano comportamenti, abitudini e rituali tipici della condizione.

Tra i pazienti affetti da Disturbo del comportamento alimentare quale anoressia nervosa o bulimia nervosa si è riscontrato un aumento dei livelli di ansia correlato alla presenza del COVID-19 (Davis et al., 2020). L'ansia dovuta alla pandemia può cioè aumentare le difficoltà dei pazienti nel controllare il loro comportamento alimentare (Fernandez-Aranda et al., 2020).

 

Conclusioni

Come evidenziato dagli autori all'interno del presente articolo, gli adolescenti sono maggiormente vulnerabili durante un periodo di pandemia. Essendo già di per sé un momento di difficile transizione e maturazione verso l'età adulta, l'attuale epidemia da COVID-19 determina un maggior rischio di sviluppare sintomi da stress post-traumatico, ansia e depressione. L'isolamento e le preoccupazioni relative alla pandemia in atto si configurano come fattori di stress, al pari dell'aumento della violenza intra-familiare associata al confinamento.

L'obiettivo dovrebbe quindi essere quello di potenziare il sistema di salute telementale, per un'erogazione di servizi che tenga conto di questa popolazione clinica specifica.

Ad esempio, in Francia, i centri di salute mentale per adolescenti sono stati chiusi o hanno ridotto drasticamente la loro attività a causa delle restrizione, anche se ad oggi viene consentita una consultazione online (Chevance et al., 2020; Benoit et al., 2018), cosa che era insolita in questo paese prima dell'epidemia di COVID-19.

Pertanto, garantire la continuità del supporto psicologico e psichiatrico è essenziale per gli adolescenti con una psicopatologia conclamata. Dal punto di vista psicosociale, gli interventi messi in atto possono aiutare gli adolescenti a superare eventi traumatici.

L'attuale condizione sociale che gli adolescenti vivono deve pertanto farci interrogare sulle conseguenza che la pandemia determinerà sul piano identitario e psicologico. Solo attraverso una ricerca mirata sugli effetti che la pandemia produce sui più giovani, potremo comprendere come implementare al meglio strategie di gestione efficaci e protettive della loro salute mentale.

 


Giorgia Lauro
, Psicologa clinica e Sessuologa Socio Ordinario della Società Italiana di Psicologia On Line (SIPSIOL)
Lavora su Pescara e Francavilla al Mare (CH). Si occupa principalmente di clinica per coppie e adulti.

 

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